Safet Zec EXODUS  | Roma 2019

"EXODUS", a cura di Giandomenico Romanelli, è costituito da un ciclo di tele di grandi dimensioni, realizzate da Safet Zec nel 2017a Venezia, sua città di adozione. 

 

Nei suoi grandi pannelli dipinti con tecnica mista (dall'olio alla tempera, dal collage al disegno) che sono attualmente esposti a Roma nello spazio sacro della Chiesa di S.Francesco Saverio del Caravita, si alza l’urlo di denuncia contro ogni guerra e contro la tragedia della migrazione, della condizione alienante del rifugiato, che è testimonianza anche personale, intensa e terribile, di un artista che ha vissuto il dramma dello sradicamento, della fuga dalla Bosnia-Erzigovina sconvolta dalla guerra degli anni '90.

Attraverso l’arte, Zec esprime il suo grido di dolore e di denuncia con intensa e profonda umanità, lasciando parlare i volti e le figure che animano le sue opere. Una sequenza di immagini strazianti che denunciano la violenza ottusa e feroce della distruzione pensata, voluta e organizzata da uomini contro altri uomini.

 

«Safet non illustra – afferma Enzo Bianchi, fondatore del monastero di Bose – ma in silenzio rende invocazioni gli abbracci, le mani tese, le mani abbandonate. Raramente si è feriti da altre opere contemporanee come dalle sue: ferite che permettono all’altro di penetrare fino al nostro cuore e ci rendono capaci di “com-passione”».

Questo ciclo di grandi opere pittoriche ispirate al bruciante tema delle migrazioni è ospitato presso la Chiesa di San Francesco Saverio del Caravita dal 21 febbraio al 31 luglio 2019 ed è accompagnato da un vasto programma di incontri tematici.

La mostra è stata prorogata fino al 30 settembre 2019

 


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L’evento, promosso e sostenuto dalla Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, Caritas di Roma, è stato realizzato dalla associazione A.M.I.C.I. con la collaborazione di Agite S.r.l.